MANIE - MITO - TREND - CONSUMI

 

Immagini del desiderio 

 

 

Estratto da 'Manie del tempo libero' di Pier Pietro Brunelli (in Brunelli, P. Ferraresi, M. A cura di in La società del tempo libero, 2003 Arcipelago edizioni, Milano)

 

 

La mania, come scrive Platone nel Fedro, è “follia divina”, questa può produrre quattro forme di invasamento maniacale: profetico (da Apollo), mitico (da Dioniso), artistico (dalle Muse), erotico (da Afrodite ed Eros).

La parola ‘invasamento’ indica che la mania non è scelta dal soggetto, è invece il soggetto, che appare come un ‘vaso’, ad essere scelto da essa, e quindi ad essere posseduto da forze di natura sovrapersonale, vale a dire gli dei. Le energie spirituali degli dei pervadono l’anima di un individuo, condizionandone volontà e desideri.  Sotto l’effetto delle divine manie si genera uno stato extra-ordinario dell’anima umana, che rende capaci di esprimere eccezionali potenzialità o di percepire profonde ispirazioni conoscitive e creative.

Dice Platone:

 

Quanto alla follia (mania) divina, l'abbiamo divisa in quattro parti, riferite a quattro dèi: l'ispirazione divinatoria l'abbiamo attribuita ad Apollo, quella iniziatica a Dioniso, quella poetica poi alle Muse, e la quarta ad Afrodite e a Eros (Platone, Fedro 265b).

 

La quadripartizione platonica sulla mania ha una ampia eco nella storia del pensiero occidentale[1]. Più in generale, l’idea di una correlazione tra follia e genialità artistica e scientifica è largamente diffusa, si tratta allora di una follia ispiratrice, assai vicina al concetto di ‘mania divina’ concepito da Platone.[2]   

 

I caratteri di Apollo, Dioniso, delle Muse e di Eros/Afrodite, con le loro molteplici varianti e commistioni, consentono di comprendere i tratti psicologici e culturali che possono provocare e caratterizzare una certa mania. Questa può essere intesa come una ispirazione psicoenergetica che consente di esprimere modi di ‘essere e di agire’ di carattere extra-ordinario e trascendente. 

Platone sostiene che la forma di mania più importante per l’essere umano è l’Eros: l’esperienza dell’amore, del sentirsi innamorati (magari ‘follemente innamorati’).

 L’Eros, secondo Platone, è, tra le diverse forme di mania, la più significativa, anche perché viene all’anima per sola via divina senza che sia possibile procurarla con la volontà o lo studio. Le altre forme di mania, pur essendo essenziali per un’esaltazione spirituale dell’umana esistenza, non sono altrettanto autonome e indipendenti dalla ragione e dalla volontà, hanno pertanto bisogno di essere elaborate attraverso conoscenze e tecniche. Se ad esempio si è ‘presi’ dalla mania per la pittura o per altre arti (cioè dalle Muse) è necessario prima o poi approfondire conoscenze tecniche, altrimenti la mania non viene onorata, cioè non può essere pienamente vissuta. Anche l’invasamento apollineo ha bisogno di un sostegno tecnico, dal momento che esso comporta uno stato di concentrazione e di armonia interna che necessita di particolari discipline. Lo stesso vale per l’invasamento dionisiaco, il cui entusiasmo collettivo va sostenuto con riti festosi, danze, ed eventualmente anche con sostanze stimolanti (così Dioniso-Bacco è il dio del vino). Invece la mania amorosa non ha bisogno di tecniche o di sostanze, è sufficiente la freccia di Cupido affinché nell’innamorato nasca una spontanea emozione che, secondo Platone, può dare luogo ad una profonda esperienza conoscitiva  del proprio  sé, dell’altro e del mondo. Va ancora evidenziato che le ‘manie divine’  hanno sempre bisogno dell’Eros per essere vissute in profondità, poiché esse, indipendentemente dalla loro specificità, esprimono forme di innamoramento verso ‘idealità e passioni di diversa natura’ (vedi Brisson, 1974). Il ‘maniaco’, inteso in senso creativo, passionale e ‘non patologico’, è un ‘innamorato’ toccato da una grande forza  ispiratrice. Questa ‘forza ispiratrice’ è intrisa di Eros, nel senso che viene percepito ed espresso amore per un certo intento, da cui deriva una forte carica emotiva e una intensa attività.

 

   A scopo riassuntivo proponiamo qui di seguito alcuni appunti schematici  sui quattro tipi di mania divina de­scritti nel Fedro:

 

 

MANIA                                         origine                                                           finalità mitica                 

mantica                                           Apollo                                            concentrazione   disciplina     preveggenza

telestica                                           Dioniso                                                             festa entusiasmo spontaneità 

 poetica                                               Muse                                                                   bellezza   ispirazione     creatività

erotica                                        Afrodite/Eros                                                                           erotismo      passione amore

                                      

 


 

 

 

 

Erotica. Le ispirazioni di Eros/Afrodite

 

Eros è il dio dell’amore. Il mito più diffuso racconta che è figlio di Afrodite.

 L’interpretazione del mito platonico dell’amore scivola spesso nella dicotomia tra anima e corpo, così che vi sarebbe un ‘amore platonico’ inteso come passione puramente spirituale e un ‘amore erotico’ inteso come attaccamento ai ‘piaceri della carne’. Il grande studioso della filosofia greca E.R. Dodds così chiarisce questa interpretazione piuttosto superficiale dell’ ‘amore platonico’: "Eros ha speciale importanza nel pensiero di Platone, perché è l'unico momento in cui si uniscano le due nature dell'uomo: l'io divino e la bestia incatenata. Eros in­fatti è chiaramente radicato nell'impulso fisiologico del sesso, che l'uomo ha in comune con gli animali (circostanza disgraziatamente oscurata dal senso errato che si continua ad attribuire nell'uso moderno dell'espressione 'amore platonico'), eppure Eros fornisce anche l'impulso dinamico che spinge l'anima alla ricerca di una soddisfazione trascendente le esperienze terrene. Abbraccia così l'intera cerchia della personalità umana, rappresenta l'unico ponte empirico fra l'uomo qual l'uomo è  e l'uomo quale potrebbe essere" (E.R. Dodds,  1951: 265). La ‘mania erotica’  è dunque un’esperienza di anima e di corpo, la sua arché e il suo telos  congiungono il piano terreno e il piano spirituale. In Platone si evince anche il concetto freudiano di sublimazione, cioè di una carica erotica che non investe solo ‘oggetti sessuali’, ma che si protende nella operosità, nelle arti, nella società, in tutte le azioni che l’essere umano può condurre con piacere e con amore. In tal senso Eros diviene Caritas, e quindi azione prosociale, spirituale, politica. Eros ha comunque bisogno del ‘suo tempo’, che sia l’istantaneo  colpo di fulmine o una lenta e meditata ‘cottura’, esso libera il tempo da ogni sua angustia, finanche a immaginarsi e a volersi eterno. Quindi, anche le altre forme di ‘mania divina’, telestica, mantica, poetica hanno bisogno della ‘mania erotica’ e di tempo libero-liberato. Non c’è mania se  non c’è una fervida passione che la sostiene.

 

 

 

 

Poetica. Le ispirazioni delle Muse.

 

Le dee ispiratrici della poesia e delle arti sono le Muse. Queste dee ispirano, incantano, evocano. Esse suggeriscono al poeta ponendo il suo essere in uno stato di trascendenza e di trasporto, così che dalla sua anima possano sgorgare immagini e parole artistiche. E’ vero che Platone guardava con diffidenza all’arte, ritenendola un modo per divagare dalla verità,  eppure egli aveva una grande considerazione dell’ l’ispirazione. Come hanno espresso e teorizzato molti artisti contemporanei, e come da sempre evidenziano le arti orientali, il valore dell’ispirazione, la fedeltà ad essa, determina una valorizzazione del processo artistico (opus), dalla quale consegue il prodotto (opera). Il processo, ispirativo e creativo, prevale sull’esibizione, sulla forma puramente esteriore. Gran parte delle filosofie estetiche riconoscono che nelle grandi opere traspare il genio dell’artista, la sua dimensione interna ispirata. In tale prospettiva che colloca la sorgente dell’atto poetico in un primo luogo di ‘ispirazione interiore’, il tema della ‘mania poetica’ si amplia in quanto esperienza dell’anima ispirata che può toccare ogni essere umano, indipendentemente dalla  ‘etichetta di artista’. A tutti gli esseri umani possono parlare le muse, ciascuno può riconoscere di aver vissuto momenti d’animo poetici, quantunque non vi sia stata la possibilità, o il ‘tempo libero-liberato’,  di concepirli e di esprimerli pienamente. L’esperienza interna della creatività artistica dunque, può considerarsi una ‘mania della creatività e della bellezza’, dalla quale tutti possono essere posseduti. Assai significative in tal senso sono le seguenti parole dello psicoanalista A. Carotenuto:

“Il significato di creatività non deve essere legato necessariamente alle grandi espressioni artistiche, ma al fatto che io, in quanto essere singolo, riesco a sperimentare cose nuove, riesco cioè nell'ambito della mia esperienza a costruirmi una dimensione di vita nella quale agisce la stessa spinta che conduce o trascina un Leonardo, un Michelangelo un Beethoven, un Proust, alla creazione [...] importante è attivare, attraverso il proprio lavoro, una dimensione interna che conduca e accompagni la persona a porsi di fronte alla vita con lo stesso stato d'animo con il quale Leopardi, ad esempio, cercava di comunicare a noi il senso dell' universo” (Carotenuto, 1991: 533).

 

 

 

 

 

Telestica. Le ispirazioni di Dioniso

 

Nella ‘mania telestica’, l’ispiratore è Dioniso, dio della liberazione degli impulsi vitali e del trasporto oltre i limiti dell’Io e dell’individualità.  Dioniso è un dio che può favorire un’ampia serie di ‘piccole manie’, le quali hanno in comune una forza capace di strappare la persona dalla quotidianità e dalle abitudini, per orientarla verso il mistero dell’energia vitale che trascende l’individualità e vibra perennemente nel ciclo di morte e rinascita. I greci la chiamavano zoe per differenziarla dall’energia vitale individuale detta bios (cfr. Kerényi, 1969). Il contatto con la straordinaria potenza della zoe presume una spersonalizzazione, un coinvolgimento spontaneo, fusionale e orgiastico con il manifestarsi di tutte le forze della natura, a livello creativo, spirituale, e anche sessuale.

Il senso dello ‘extra-ordinario’ evocato dall’unione con il ‘tutto’ può riguardare ambiti estremamente nobili e spirituali, ove si esprime un anelito religioso o un ideale politico, o anche può corrispondere alla ebbrezza della festa, come occasione profana e terrena della spontaneità e della partecipazione giubilante (Dioniso è considerabile come una radice mitica di alcuni riti e sensi del Carnevale. Vedi Brunelli, 2003a).

Dioniso, come espressione del coinvolgimento collettivo, può miticamente essere presente in una accorata riunione religiosa, in una appassionata assemblea politica, ma anche in una festosa discoteca o in uno stadio. Non importa il valore etico o la forma del ‘fenomeno dionisiaco’, ciò che conta è il contenuto di spontaneità, il senso del trasporto collettivo e della dimensione extra-ordinaria che liberano l’Io dai suoi propri limiti coscienziali, dalla sua identità irrigidita e dai suoi ruoli ordinari.

  Il tempo libero diventa allora fondamentale: la deresponsabilizzazione dionisiaca ricerca una piena spontaneità spirituale e istintuale, allergica e trasgressiva verso ogni tempistica calcolatrice e produttiva.

 

 

 

Mantica. Le ispirazioni di Apollo.

 

La mania mantica riguarda la possessione che ispira il profeta, colui che è capace di riportare alla luce il passato ed esprimere presagi e congetture sul futuro. Quindi la mania mantica si riferisce alla fascinazione che si prova verso il tempo. Arti e professioni che esprimono tale fascinazione sono ad esempio l’archeologia, l’antropologia, la storia, la psicologia. Ma in genere tutte le scienze sono sotto il segno di Apollo quando sono considerate preveggenti e futuribili.  L’economia è poi pensabile come una sorta di mantica che offre vaticini sui mercati finanziari fino a quelli delle ricerche previsionali di marketing. Qualcosa di analogo può dirsi della politica, come capacità di scrivere la storia, soprattutto quella del futuro.

Nella narrazione mitica, personaggi emblematici della mania mantica sono tutti gli indovini, le sacerdotesse e i sacerdoti dell’oracolo e della divinazione, le profetesse e i profeti (come  Tiresia, Cassandra, l’oracolo di Delfi, la Sibilla cumana, ecc.) che tanta fama hanno avuto nelle antiche tradizioni, e che da sempre affascinano l’immaginario collettivo. Presagire il futuro è da sempre una attività essenziale per orientare le scelte degli esseri umani, nella prospettiva dei destini individuali come di quelli collettivi. In tempi remoti si credeva che il dono della divinazione fosse ricevuto dal profeta grazie a forze divine - in particolare, nella Grecia antica, da Apollo. Nella tradizione della Grecia antica erano soprattutto le donne ad esercitare le pratiche della ‘mantica invasata’, in quanto la loro anima, e secondo alcune credenze anche il loro corpo, si congiungeva con Apollo e con altre entità divine ispiratrici della profezia. Platone, nel Timeo, indica che questa forma di ‘mantica’ era la più importante perché proveniva direttamente dagli dei. Invece le forme di ‘mantica tecnica’, che si diffondono intorno al V secolo a.C., come la lettura del volo degli uccelli, delle viscere degli animali, e di molti altri segni profetici, sarebbero arti poco credibili, dato che l’indovino si servirebbe di conoscenze piuttosto dubbie al fine di interpretare segni premonitori, senza avere un effettivo collegamento psichico con gli dei. Così, nelle antiche tradizioni il dono della profezia doveva dipendere dalla possessione di forze divine, piuttosto che da una capacità di esercitare congetture sulla base di tecniche prognostiche.

L' antica tradizione occidentale da cui potrebbe avere origine l’idea di un tempo libero apollineo, o comunque rivolto ad una liberazione e maturazione del sé, può farsi risalire alle pratiche di meditatio (del pensiero) e di esercitatio (dell' azione) del 'conosci te stesso' e della 'cura di sé', (cura sui). Tali pratiche nell' antichità classica venivano designate generalmente con il nome di Askesis (pratiche dell' ascesi). Michel Foucault ha evidenziato come tali pratiche, fondamentali nel mondo ellenico e in quello romano, siano state dimenticate o occultate durante lo sviluppo storico della cultura occidentale (vedi Foucault, 1988).

Dice Foucault: “Queste pratiche dipendevano da ciò che spesso viene chiamato in greco epimeleia heautou, in latino cura sui. Questo principio per cui si deve "occuparsi di sé", "curarsi di se stessi" è senza dubbio offuscato, ai nostri occhi, dalla luce del Gnothi seauton. Ma bisogna ricordare che la regola del dover conoscere se stessi è stata regolarmente associata al tema della cura di sé. Da un capo all' altro della cultura antica, è facile trovare testimonianze dell' importanza accordata alla cura di sé e della sua connessione con il tema della conoscenza di sé.  In primo luogo, nello stesso Socrate. Nell' Apologia si vede Socrate presentarsi ai suoi giudici come maestro della cura di sé [...]. Occorre dunque comprendere che quando i filosofi e  moralisti raccomandano di curarsi di sé (epimelesthai heauto) non consigliano semplicemente di fare attenzione a se stessi, di evitare errori o i pericoli o di tenersi al riparo. E' a tutto un campo di attività complesse e regolate che essi si riferiscono. Si può dire che in tutta la filosofia antica la cura di sé è considerata sia come dovere, sia come tecnica, un obbligo fondamentale e un insieme di processi accuratamente elaborati”. (Foucault, 1994: 91-9

 

 Manie/Macrotrend

 

Gli dei indicati da Platone possono imprimere una loro traccia simbolica anche nelle ‘piccole manie’,  in quanto consentono di leggere, secondo una base ‘psicomitica’, la natura ispirativa di atteggiamenti, comportamenti, gusti, tendenze, mode, stili di vita e di consumo.

Gli dei colti nella quotidianità, riconosciuti nelle vicende terrene, sono osservabili come forme animiche degli oggetti, degli ambienti, della pubblicità, del design e della moda, ma anche dei modi di vivere il tempo di lavoro o il tempo libero (vedi Brunelli, 2002). Del resto gli dei della Grecia, nonostante i loro poteri divini, rispecchiavano le peripezie e le emozioni umane, e quindi le passioni, le gelosie, le rabbie, i modi di vivere, di combattere, di lavorare, di divertirsi ecc. (vedi Kerényi, 1958 – si tratta di un’opera di mitologia e mitografia generale, vicina alla visione junghiana del mito).

In tal senso possiamo dire, simbolicamente, che gli dei, esercitano la loro influenza sugli umani, anche quando prendono le forme di ‘piccole manie’.  Queste possono essere considerate come la base psicoculturale dei trend di consumo e  degli stili di vita.

D’altra parte gli dei hanno dato luogo ad immaginazioni da cui sono scaturite molteplici correnti artistiche e di pensiero. Arte e filosofia si sono a lungo intrattenute sulle dicotomie e le sinergie tra l’apollineo e il dionisiaco, ma potremmo dire che esistono estetiche e filosofie mercuriali, marziali, afrodisiache, gioviali, ecc. I caratteri degli dei ci indicano modi di essere e di apparire che prendono forme e contenuti diversi a seconda dello spirito del tempo. In tal senso le narrazioni mitiche sono rappresentazioni archetipiche, in esse vi sono le matrici originarie dei modi del pensare e del sentire. Secondo Platone la mania è uno stato di esaltazione del pensare e del sentire, che si può derivare in modo particolare da determinate narrazioni mitiche. E’ importante domandarsi perché Platone abbia scelto determinati dei e non altri per rappresentare l’idea della possessione maniacale. Difficile dare una risposta in breve, tuttavia se sintetizziamo al massimo grado le qualità degli dei prescelti da Platone, ci sembra di poter individuare alcuni tratti essenziali, che possono essere riferiti a quattro grandi classi archetipiche (potremmo anche dire ‘fattori psicoculturali’) che comprendono tutte le possibili ‘piccole e grandi manie’. In buona sostanza le manie evidenziate da Platone possono essere considerate come quattro modalità invarianti dell’ispirazione verso una rispettiva qualità dell’essere e dell’agire. Possiamo allora individuare in ogni figura mitica esposta da Platone, cioè per ogni modalità invariante della mania, una ‘classe archetipica’  a cui riferire determinati gruppi comportamentali, caratterizzati da un climax ispirativo:

 

Apollo: manie della concentrazione

Dioniso: manie della distrazione

Muse: manie della creatività

Eros/Afrodite: manie erotiche        

 

Apollo ispira le manie che implicano la ricerca di uno stato di concentrazione, quindi di disciplina, purezza, silenzio, magia, visionarietà ecc..

Dioniso ispira invece a distrarsi, vale a dire a perdere la concentrazione per entrare in uno stato di euforia entusiastica, collettiva, spontanea, liberatoria che induce a perdere il controllo e le inibizioni, in nome della festa e della confusività.

Le Muse ispirano il fare poetico, e possiamo dire anche inventivo, nel senso di una passione creativa che può rivolgersi alle arti, come alla filosofia, o alle scienze (per quest’ultima esse ricevono uno speciale aiuto da Apollo).

Afrodite/Eros ispirano invece all’amore, con la conseguente ricerca di tutto ciò che può condurre ad esperienze romantiche, di seduzione e di piacere sessuale. La spinta erotica si riversa però anche sulle altre manie, in quanto è il movente passionale indispensabile per instaurare un legame affettivo tra soggetto e oggetto della mania.

 

Possiamo considerare le quattro classi archetipiche sopra indicate come i macrotrend psicoculturali ‘ispirativi’ dai quali discendono le diverse forme di ‘manie/trend’ , che pur non avendo nulla a che fare con le manie divine, ne preservano in misura maggiore o minore una certa forza ispiratrice archetipica.

Il tempo libero, inteso come  ‘tempo privilegiato di libertà e  ispirazione’, consente speciali possibilità di concentrarsi (Apollo), di distrarsi (Dioniso) di creare (Muse) e di amare (Eros/Afrodite). Il piacere che se ne trae può comportare più o meno sacrificio, a seconda della situazione o dell’impegno che occorre per ‘onorare’ con il pensiero e con la pratica una certa ispirazione.

Una modalità apollinea di trascorrere il tempo libero e di consumare può riguardare la preferenza verso linee di design minimali, sobrie, futuribili, essenziali, ma anche magiche e spirituali. Così troviamo Apollo in quegli spot pubblicitari che propongono relax, pace interiore, spiritualità, vale a dire concentrazione disciplinata verso la ricerca di ‘un centro’ potenzialmente equilibratore.

La distrazione di Dioniso invece compare nelle forme del design e della moda e nei messaggi pubblicitari ed estetizzanti che propongono la perdita del centro e la fusionalità con la collettività, con la molteplicità dei colori e delle forme, con l’ebbrezza manieristica ed esuberante della festa.

Le Muse invece imprimono lo slancio a trascorrere in modo creativo ed espressivo il tempo libero, a contatto con le arti, e quindi cercando di cogliere ogni opportunità affinché la poiesis possa dischiudersi. Oggetti e ambienti desiderati sono innovativi e molto ricercati nella cura estetica dei dettagli. La bellezza è il punto di arrivo di ogni scelta, di ogni desiderio.

 Anche per le altre manie/trend la bellezza è importante, ma essa non è considerata e goduta nel suo valore assoluto e in termini di creatività artistica, quanto come esperienza percettiva funzionale al raggiungimento della concentrazione, della distrazione fusionale o dell’amore. 

Eros/Afrodite esprimono quindi lo slancio verso la passione amorosa, e certamente anche verso la bellezza. Il tempo libero è dunque essenziale. Gli ambienti, gli oggetti, i messaggi pubblicitari e lo spettacolo sono pregni di Eros/Afrodite, con modalità lievi e delicate e fino al parossismo più o meno provocatorio e trasgressivo (quindi con accenti dionisiaci).

Gli dei indicati da Platone, possono essere considerati come grandi cluster-story - ‘macromanie’ - dalle quali desumere i demoni di molti comportamenti sociali caratterizzati da una particolare carica ispirativa. Se applichiamo queste cluster-story a segmentazioni socioculturali di diversa impostazione come ad es. i profili delle “Dieci Italie”, individuati da G. Fabris (vedi 1997, 445:463) possiamo evidenziare diversi stili e modalità dell’ispirazione, vale a dire possiamo orientare l’obiettivo sui demoni di determinati atteggiamenti e comportamenti all’interno di particolari segmenti di consumatori.[3] Si possono dunque desumere in vari modi ‘mappe maniacali’ per indagare sui fattori ispirativi in riferimento a  segmenti, trend e indicatori socioculturali.

Se applichiamo una ‘mappa manicale’ (o se si vuole ‘ispirativa’) all’analisi di casi specifici possiamo individuare aspetti di notevole interesse in termini di ricerca qualitativa. Ad esempio si può valutare  la radice pseudodivina di una certa mania/trend privilegiata nell’ambito di un villaggio turistico, in una proposta moda, nel design di un elettrodomestico, in un messaggio pubblicitario o nella brand image di una compagnia aerea, ecc. Ciascuno di questi ambiti può caratterizzarsi secondo una vocazione simbolico-comunicativa mirata a favorire una certa ‘mania pseudodivina’, o un certo mix tra  di esse.

Dunque, studiare l’impulso maniacale nei consumi, non vuol dire demonizzarli o ideologizzarli, ma comprendere i demoni che ispirano e si impossessano del consumatore. Del resto, nella postmodernità molti fenomeni di consumo si caratterizzano per una loro particolare aurea ispirativa, carica di emozioni, empatie, euforie, e quindi potremmo dire di pseudomanicalità e di pseudomana

Durante il tempo libero vi è una maggior libertà per elaborare una certa ‘vocazione pseudomaniacale’ e, quindi anche per ‘sintonizzarsi’ sulle offerte di consumo capaci di evocare ‘demoni’ che le corrispondono.  La sintonizzazione delle piccole manie in base alle offerte di mercato, è una sorta di riconoscimento inconscio della matrice archetipica espressa dalle ‘manie divine’: le sorgenti dell’ispirazione.  In genere questa matrice ‘quasi invariante’ (‘quasi’, in quanto anche gli archetipi potrebbero essere soggetti ad una evoluzione) non è pura, ma è rintracciabile in diversi gradi di intensità e di commistione delle ‘manie divine’.

 A volte si tratta di mode, altre volte di controtendenze, altre volte ancora di comportamenti singolari e stravaganti, nei quali si può leggere una interpretazione di una delle quattro forme archetipiche di mania,  o anche di un loro variegato mix.

Possiamo spendere il nostro tempo libero, ad esempio, in nome di Apollo, cercando esperienze di concentrazione, rilassamento, intrise di disciplina e di fascino eremitico, ma possiamo anche desiderare ogni tanto la visita di Dioniso, all’insegna della sfrenatezza collettiva.  Le Muse possono essere in certe circostanze le nostre dee preferite attraverso diverse forme di partecipazione alle arti, e con la scelta di oggetti e ambienti estetizzanti,  ma in fondo tutto ciò può essere vissuto soprattutto in nome di Eros, oppure in onore di Dioniso, o ancora per ‘far piacere’  alla concentrazione apollinea…

Molteplici e plurali sono le misture e le dosi con cui gli dei discendono nelle piccole manie del tempo libero e dei consumi. Questa ‘discesa’ degli dei ‘mania-forici’, (potremmo dire portatori di ‘mana’) è  oggi fondamentale per tenere in vita il mercato. Nonostante la famigerata ‘crisi dei consumi’ sia uno spettro sempre incombente, marche prestigiose, consumi voluttuari e per il tempo libero si difendono abbastanza bene, e in molti casi registrano una crescita (cfr. Fabris, 2004: 116-120).  

Il consumatore sembra avere sempre più bisogno del superfluo, il superfluo sono gli dei, o i loro demoni che, con il loro soterismo maniacale  salvano dall’ansia e dalla depressione, come se prodotti e servizi che accompagnano contenessero una euforizzante droga (i cui effetti sono ovviamente momentanei e non privi di rebound). Al fine di ottenere la giusta dose di ‘superfluo-maniacale’, nonostante l’indebolirsi del potere d’acquisto, i consumatori mettono in atto diverse strategie di consumo (in particolare la sottrazione di risorse al risparmio e l’accurata ricerca di punti vendita ed occasioni d’acquisto che offrono prezzi ridotti – Fabris 1995: 278-283). Il superamento della classica distinzione tra bisogni primari e voluttuari (vedi Fabris 1995: 268-270) si può leggere nel quadro di un crescente bisogno di compensazione e riparazione dell’ ansia e della depressione.

Si può osservare un bisogno, quasi primario, di prodotti, servizi, messaggi  capaci di recare mana: l’ energia salvifica e vivificante contenuta in special modo nelle ‘mania divine’ (vedi par. I).  Questa energia mana viene espressa in termini simulacrali, non soltanto attraverso il lusso del superfluo vero e proprio, ma nel suo ‘secolarizzarsi’ e ‘ironizzarsi’ nei consumi quotidiani. Il lusso del superfluo produce mana  quando appare nelle immagini estetizzanti, emozionanti e divertenti che accompagnano prodotti e servizi: brand, design, tendenze, spettacolo, tempo libero (segni e testi  della “società dei simulacri” – vedi Perniola, 1983). Il consumo di simulacri rinvia alla logica marxiana che tende a far prevalere il carattere di feticcio insito nelle merci. Questa logica è stata più volte rivisitata per approfondire la natura mitopoietica di fenomeni di consumo che possono essere riferiti alle pratiche della ritualità, del culto, ed in definitiva dell’invasamento maniacale indotto da ‘feticci’  (cfr Carmagnola, Ferraresi, 199:38-40). Il feticcio nella misura in cui diventa fonte di accumulazione e di redistribuzione di mana, è oggetto di investimento e di ispirazione  maniacale. Comprendere come la ‘merce-feticcio’ funzioni, quali siano i suoi demoni e quali i suoi effetti vuol dire anche approfondire in più direzioni il fenomeno della mania.

I macrotrend di consumo, in particolare quelli che si registrano nei consumi del tempo libero e del loisir, possono essere indagati come gli accumulatori del mana simulacrale proveniente dalle ‘manie pseudodivine’: Queste, pur essendo estremamente variabili, sono riconducibili alle forme invarianti ‘classiche’ e ‘archetipiche’ dell’esaltazione verso l’extra-quotidiano e la potenza iperurana.  Le ‘piccole manie’, anche quando sono ‘pseudodivine’, animate cioè da trend consumistici e miti dello spettacolo, costituiscono il tentativo simbolico di evadere dalla scansione deterministica della vita imprigionata nelle catene di causa ed effetto, appesantite dai meccanismi e dalle logiche quotidiane.   

Quando lo spirito ludens accompagna lo spirito rector di una piccola mania, allora tempo libero e loisir, esprimono tentativi di liberazione, cioè di affermazione di un proprio ideale di libertà e di felicità. Cosa siano la libertà e la felicità è impossibile da dire con certezza, resta il fatto che il ‘tempo libero’ è l’occasione ideale per ricercarne il senso nella pratica e nelle idee. La dimensione individuale e sociale del tempo libero, in quanto ‘tempo potenziale della libertà e dell’ispirazione’, è elettiva per l’affermarsi dei trend di consumo, e lo è ancor di più per incontrare e cogliere il tempo propizio (kairos) del piacere e della virtù. 

 


 

[1] Il platonismo rinascimentale è accuratamente indagato con lo sguardo dell’anima-psiche da J. Hillman (1979), che esprime un sua particolare simpatia per Marsilio Ficino (celebre traduttore dell’opera di Platone). Ficino  nelle pagine finali del suo Commentarium in Convivium Platonis, riprende la quadripartizione platonica della mania. «Furor autem divinus est qui ad supera tollit, ut in eius definitione consistit. Quatur ergo divini furoris sunt speties. Primus quidem poeticus furor, alter mysterialis, tertius vaticinium, amatorius affectus est quartus. Est autem poesis a Musis, mysterium a Dionysio, vaticinium ab Apolline, amor a Venere» (VII, 14 – Testo disponibile ‘on line’ nella versione latina in www.bibliotecaitaliana.it.). L'uso di furor come traduzione del greco mania è attestato in Cicerone. Pico della Mirandola adatta alla sua tripartita philosophia (paragrafi 115-119) la dottrina delle quattro manie divine (divini furores, nel linguaggio di Ficino e di Pico).

[2] Dal Rinascimento in poi l’idea di una correlazione tra ispirazione e follia si assesta fino ad assumere una sua particolare interpretazione nel pensiero romantico. La fantasia romantica di un furor poetico, pervade l’impeto anticonvenzionale e trasgressivo delle avanguardie artistiche del ‘900. Il clima ‘postmoderno’ ha una sua vocazione nel protendersi verso ‘culture altre’ che, attraverso pratiche di ‘alterazione della coscienza’,  mirano a provocare una ‘espansione di coscienza’, e quindi saggezza, creatività, conoscenza. Un’opera classica, che propone un imbarazzante quanto affascinante excursus  storico sulla relazione  tra genio e follia è quella dello psichiatra antropologo  C. Lombroso: Genio e follia, Milano, Hoepli, 1877 (ora in versione digitale a cura della Biblioteca Braidense di Milano “Scaffale aperto”:

www.braidense.it/scaffale/geniopremessa.html

 

  Il senso psicopatologico e culturale, della relazione tra mania e melanconia, nella episteme della cultura occidentale moderna è espresso da M Foucault, in “Mania e melanconia”, titolo di un paragrafo della sua Storia della follia nell’età classica (1963: 231-251).

 

[3] Un’altra modalità di impiego delle ‘macromanie divine’ per l’individuazione di ‘macrotrend’ è considerarle come i fattori ispirativi ai quali riportare trend individuati da sistemi di indicatori socioculturali come ad es. il T&T Monitor 3SC. Questo sistema indica ben 216 trend. Vi sono quelli ‘classici’, come ad es. “edonismo”, “individualismo”, “antiautoritarismo”, e quelli concettualmente più attuali come “multiculturalismo”, “revisione ruoli sessuali”, “polisensualismo”, ecc (vedi Fabris, 2004, 105-112).  Vi sono poi ricerche che segnalano trend emergenti per monitorare lo stile Made in Italy, come ad esempio: “Le 6 tendenze del made in Italy e la loro presenza nel mondo“ a cura di Future Concept Lab (Morace, 2003). Una ‘mappa maniacale’ potrebbe  contribuire ad approfondire le studio di trend e tendenze individuati con diversi strumenti di indagine e con diversi costrutti di ricerca.

 

Estratto da 'Manie del tempo libero' di Pier Pietro Brunelli (in Brunelli, P. Ferraresi, M. A cura di in La società del tempo libero, 2003 Arcipelago edizioni, Milano)

 

 

 

 

 *ESERCITAZIONE: INDIVIDUARE IMMAGINI (pubblicità, arte, cinema), OPPURE REALIZZARE SIMBOLI VISIVI  e LOGHI ("Marchi") capaci di

esprimere il senso delle 4 manie esposte nel presente saggio.

In particolare, rispetto ad una ricerca in corso su SPORTWEAR e Moda e Modi dello Sport, le quattro manie vengono così declinate:

4A sportwear  trend

Eros = ANIMAL

Apollo = AGON

Dioniso = ACROBAT

Le Muse = ARMONY

  Per l'ercitazione si possono anche realizzare 4 'marchi' corrispondenti al senso dei quattro concept qui indicati.

Per comprendere il senso di tali concept ci si deve riferire agli appunti delle lezioni e/o alla lettura del seguente documento , da cui si può trarne la radice concettuale.

 

 

 

 

 

 

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